Pharo, 2015

Ottagono formato da lastre maiolicate con grafica d’acqua, pittura d’acqua su plexiglass, base in legno d’ebano
cm. 50×65

2019 – MARE NOSTRUM, Scultura ceramica contemporanea – Sala della Gran Guardia, Padova
2016 – S-GUARDO OLTRE, Scultura ceramica contemporanea – Ex Scuderie di Palazzo Moroni, Padova

La forma ottagonale è il simbolo della risurrezione. L’ottagono evoca la vita eterna, che si raggiunge immergendo il neofita nelle fonti battesimali. L’otto è universalmente il numero dell’equilibrio cosmico ed è il numero delle direzioni cardinali unite alle direzioni intermedie.
Il faro conduce alla salvezza, allontana dai pericoli, non rappresenta soltanto un segnale: è occhio notturno, si accende quando il sole, l’ “occhio” diurno, si spegne. Con i suoi fasci di luce che si tengono alti nel buio per orientare e confortare, rappresenta il cambiamento, l’illuminazione.
Il faro, come metafora di uno sguardo “sempre fisso che sovrasta la tempesta”, di un ideale che non cede alle pressioni della superficialità e della mediocrità; che controcorrente, se necessario, continuerà ad illuminare il suo angolo di mondo. Eretto, esso è il fuoco che orienta l’occhio, verticalità che insorge come un punto di esclamazione e di orientamento nel paesaggio orizzontale e piatto della massa marina e della memoria.