Non tempo, non luogo

La frammentazione, la “ripetizione differente”, l’istante, lo scorrere, il divenire, sono sottintesi e continui nell’approccio creativo e caratterizzano lo sviluppo dell’esperienza artistica che può essere paragonata al modello di tempo di J.L. Borges: una rete crescente di tempi divergenti, convergenti e paralleli, in una continua ulteriore moltiplicazione di percorsi di senso, esemplificati nel labirinto Non tempo, non luogo (2013).
Il tema del labirinto deriva dalla percezione della complessità del mondo contemporaneo, dove la realtà effettiva è colta come un filo nella sconfinata ragnatela delle infinite possibili realtà e si delinea in un tempo plurimo e ramificato.

SGUARDO OLTRE, Esposizione personale
Ex Scuderie di Palazzo Moroni, Padova 2016
Installazione labirinto Ø cm. 400.
Mattoni e mattoncini in cotto, sabbia di quarzo, piuma

BRICK & BLOCK, Il mattone e le mura tra storia e contemporaneità
Bastione Alicorno, Padova 2013
Installazione labirinto Ø cm. 400. Mattoni e mattoncini in cotto, coccio pesto, mattoncini Lego, mattoncini in plexiglass trasparente e colorato

Benché racchiuso in uno spazio ben ordinato e ritmato da armonie geometriche apparentemente limitate il labirinto è simbolo universale della ricerca dell’infinito. Materializzazione di una prova iniziatica che conduce al centro, indica un percorso oltre il limite, verso una dimensione ancora da esplorare.

Il labirinto diventa un’ “isola” in cui si produce un passaggio evolutivo, il percorso al suo interno si può esperire come un viaggio nei tortuosi percorsi dell’interiorità per cercare di avvicinarsi all’essenza, all’immagine originaria delle cose, simbolo dell’idea creativa che solo dopo una continua sperimentazione, un continuo cercare che è disvelamento di possibilità, prende forma estetica attraverso la materia.